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Nera D'Aiuto

Nera nasce il 25 aprile a Salerno, frequenta il Liceo Artistico Statale di Salerno , svolge attività di pittura, scultura ceramica e sceneggiatura in Roccadaspide via Cesine Soprano n.5. Nel 1980 entra a far parte del "Centro d’Arte Paestum" (SA). Nel 1983/86 espone stabilmente presso la galleria "Il Vortice a Salerno.
Nel 1982, dal Liceo Scientifico Parmenide di Roccadaspide, in una Personale presenta il manifesto "nella luce, il segreto della vita".
Partecipa a mostre personali e a collettive, nazionali e internazionali. Nel 1994 costituisce a Salerno il Centro Artisti Salernitani, partecipa al " G7", riscuotendo un personale plauso in questa mostra organizzata per l’occasione dalle Poste Centrali di Napoli.
Nel 1994 al Tempio di Pomona (SA) "Segmenti eterogenei d’arte nuova" . Al Consolato Svizzero di Zurigo, nel 1996, porta una sua personale "I miti della mia terra".
Nel 1998 nella città di Perito partecipa a "Evento d’arte in Divenire".
Costituisce nel 1996 l’associazione " SHUNT ": Arti e cultura nel Mediterraneo che dal Centro Storico "Città’ Museo" di Roccadaspide, promuove rassegne e scambi internazionali, non solo, ma guarda alla valorizzazione del territorio.
Ha illustrato e partecipa alla formazione di giornali e riviste (Cilento ieri, oggi e domani, Il Valcalore, ecc.
Al Teatro S.Carluccio di Napoli ha disegnato nel 1998 il manifesto "Chesta è a terra mia" e nel 2001 "Mediterraneo". Si è occupata di sceneggiatura nell’ambito di spettacoli con assemblaggi di espressioni artistiche.
Attualmente il suo impegno è volto alla valorizzazione della "Città Museo di Roccadaspide" che attraverso interventi nelle antiche case del Centro Medievale volge lo sguardo verso traguardi internazionali.

Dalla Galleria di "Tiscaliart".

Bagliori improvvisi accendono il colore. Concetti astratti intangibili ma sensibili, trovano un abito un aspetto informale ed emozionale giocato sulla combinazione di forze contrapposte e simultanee: "colore materia; luce energia; forza carattere.
(Nicola Scontrino)

L’attenzione di Nera è rivolta principalmente al senso del colore e alla esplosione di queste particelle che trovano dentro il quadro una propria soggettività e anche una propria realtà. La soggettività del colore assume, quindi, una spazialità e una aggregazione che l’artista riesce solo a controllare, ma non può stabilire la direzione su cui verte la direzione del colore. Quasi come una esplosione, o forse meglio una disaggregazione , che raggiunge impasti non certamente tratteggiati , ma forse perfettamente leggibili.
(Ciro Ruij)

Nera è tesa verso una gioia che investe la rappresentazione di gioiosità, quale scelta appunto di un suo modo di essere che trova rispondenza operativa, oserei dire selettiva, con la poetica operativa del fare arte che ha caratterizzato gli artisti di fine secolo. Ovviamente un simile collegamento non avviene tout-court, ma è reso possibile da un’analisi che l’autrice compie e che rielabora alla luce di una capacità tecnica che è soprattutto padronanza di strumenti pittorici che le consentono di spaziare n quel particolare modo. Il rappresentato assume, per chi guarda un’essenzialità determinata dalla centralità del nucleo compositivo, da cui, una sorta di mini esplosione, si espande sulla superficie pittorica e con pennellate miranti all’esterno del campo della tela danno alla composizione un ritmo che è la caratteristica dell’operazione che l’artista Nera compie: un rappresentato colto e riproposto nella sua essenzialità formale e coloristica quale testimonianza di un tempo di intensa consunzione.